Testo, Regia e interpretazione – Elisa Campoverde e Marco Ottolini
Disegno luci – Simone Moretti, Marco Ottolini e Mattia Sartoni
Scene – Roberto Ranghieri
Ambiente Sonoro – Roberto Ranghieri e Folco Orselli
Maschere – Francesca Lombardi

con il sostegno di LIBERA. Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie
produzione Compagnia CampoverdeOttolini

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Testo, Regia e interpretazione – Elisa Campoverde e Marco Ottolini
Disegno luci – Simone Moretti, Marco Ottolini e Mattia Sartoni
Scene – Roberto Ranghieri
Ambiente Sonoro – Roberto Ranghieri e Folco Orselli
Maschere – Francesca Lombardi

con il sostegno di LIBERA.
Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie

produzione Compagnia CampoverdeOttolini

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Ispirato alla storia della vittima di mafia Pietro Sanua, PIERO. traccia uno spaccato dell’Italia ‘ndranghetista, dal boom degli anni 60 alla collusione mafiosa degli anni 90, tra interessi economici e scandali politici.

Lo spettacolo ripercorre trentaquattro anni della storia di Pietro Sanua, di Milano e dell’evoluzione ‘ndranghetista al nord. Un periodo, quello dal 1961 al 1995, che ha visto un paese in continua trasformazione.

Grandi mutamenti che creano una ragnatela di relazioni che con difficoltà rendono immaginabili, agli stessi protagonisti, gli effetti futuri del loro agire.
Così come accade al suono sulla scena; un continuo intreccio di ambienti riconoscibili ma non integrati che si mescolano e si nascondono l’uno nell’altro.

Nascosto è proprio uno dei personaggi. Una presenza che si insinua nella scena senza svelare i suoi piani. Un essere mascherato dietro il quale potrebbero nascondersi in molti: uomini cerniera? ‘ndranghetisti? Politici collusi?
Di sicuro coloro che hanno avuto un grande ruolo in questa storia ma di cui non si conoscono ancora i nomi.

E in fondo a tutto questo, la città.
Una silhouette di figure, di parole, di dati snocciolati da una macchina da scrivere che racconta il terziario, la trasformazione economica di un’intera nazione, gli scandali politici della cronaca nazionale.
Una figura ispirata alle signorine Kores, alle impiegate, alle segretarie che grazie all’incessante battere sui tasti delle loro Olivetti raccontavano ignare la storia di altri.

La presenza di tre piani narrativi, quello di Piero, di Milano e della criminalità organizzata, in una storia che nasce nel 1961 e muore nel 1995, necessita della creazione di spazi, densità, atmosfere e solitudini profondamente legati al linguaggio immaginifico proprio della luce.
Ogni momento di questo racconto viene enfatizzato utilizzando e prediligendo l’uso del chiaroscuro, del controluce e delle ombre.
I corpi degli attori e gli oggetti si manifestano all’interno della scena con un disegno che conduce lo spettatore attraverso gli anni e ne sottolinea i momenti, in un continuum narrativo che raccoglie 30 anni in un’ora o poco più di spettacolo dal vivo.

PIERO. nasce dall’incontro con Lorenzo Sanua, figlio di Pietro, e con sua madre Francesca che, con generosità, hanno condiviso foto, chiacchiere e ricordi.

Di grande stimolo sono stati anche il sostegno ricevuto dalla sede nazionale di LIBERA, Associazione, Nomi e Numeri contro le mafie e l’incontro con le realtà e i protagonisti dell’odierna anti-mafia.

Pietro Sanua, detto Piero, muore all’alba del 4 Febbraio 1995 con un colpo di lupara, a pochi passi dal mercato di Corsico, di cui era fiduciario.
Sin dal giorno della sua morte non si conoscono i nomi dei mandanti e degli esecutori materiali di quell’omicidio. Dal 2010 il suo nome è inserito nell’elenco delle vittime innocenti delle mafie.
La storia di Piero si svolge all’interno dello strano rapporto tra commercio e criminalità organizzata, dove i mercati sono affiliazione, traffico di stupefacenti e riciclaggio di soldi illeciti.
Un contesto di potere in cui riportare l’ordine equivale a rischiare la propria vita.
La Milano che incontra Piero nel ‘60, al suo arrivo dalla Basilicata, è una città in pieno fermento, ma le sue nuove periferie stracolme di immigrati meridionali ospitano una forza produttiva di cui non si prende cura.
In quegli stessi anni Piero inizia a vendere fiori agli angoli di Milano. E fa suo il carattere meneghino: Piero lavora, tanto.
In pochi anni apre il suo primo banco al mercato, ne diventa proprietario, incontra l’amore di Francesca, apre il primo centro antiracket SOS Impresa, si candida alle elezioni amministrative e diventa padre, punto di riferimento e, come sindacalista, garante del lavoro ambulante cittadino.
Un successo lavorativo che lo porta a muovere acque, conoscere persone e farsi nemici.
Come quelli che hanno deciso di mettere un punto alla sua storia.

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