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PIERO

Uno spettacolo di e con Elisa Campoverde e Marco Ottolini

Luci: Simone Moretti, Marco Ottolini e Mattia Sartoni.

Scene: Roberto Ranghieri
Ambiente sonoro: Roberto Raghieri e Folco Orselli
Maschere: Francesca Lombardi

 

Con il patrocinio di LIBERA. Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie

“Han già assegnato i posti per i morti? Ma stiamo scherzando? Ma non siamo neanche a metà ottobre! Le regole parlano chiaro. I posti per i fiorai per la festa dei morti devono essere assegnati con un’estrazione bendata. Qui in due giorni ci si guadagna quasi la metà delle vendite di un intero anno. Qui si parla di milioni. Qui bisogna far partire un controllo e raccogliere le denunce che qui le cose non mi tornano. Che sembra che piove solo sul bagnato!”

Lo spettacolo ripercorre trentaquattro anni della storia di Pietro Sanua, di Milano e dell’evoluzione ‘ndranghetista al nord. Un periodo, quello dal 1961 al 1995, che ha visto l’intera nazione al centro di una trasformazione disordinata e incontrollabile nella quale si è nascosta la criminalità organizzata.

Come nascosto è proprio uno dei personaggi. 

 

Una presenza che si insinua nella scena senza svelare i propri obiettivi. Un essere mascherato dietro il quale potrebbero nascondersi in molti; uomini cerniera? ‘ndranghetisti? Politici collusi? Di sicuro coloro che hanno avuto un grande ruolo in questa storia, ma di cui non si conoscono ancora i nomi. 

 

E in fondo a tutto questo, la città. Una silhouette di figure, di parole, di dati snocciolati da una macchina da scrivere che racconta il terziario, la trasformazione economica di un’intera nazione, gli scandali politici della cronaca nazionale. 

Una figura ispirata alle signorine Kores, alle impiegate, alle segretarie che grazie all’incessante battere sui tasti delle loro Olivetti raccontavano ignare la storia di altri. Piero. è una storia raccontata attraverso un intreccio di fili; quello della vita di Pietro Sanua, della storia di Milano e dello sviluppo della criminalità organizzata al nord, in una storia che nasce nel 1961 e muore nel 1995. 

 

L’urgenza di raccontare la storia di Pietro Sanua nasce dall’incontro con suo figlio Lorenzo, referente del presidio LIBERA Ovest-Milano, e grazie al quale la compagnia ha potuto conoscere ed intervistare, oltre ai familiari di Piero, anche alcune delle personalità e dei giornalisti competenti sull’argomento come Cesare Giuzzi, cronista del Corriere della Sera, o David Gentili, ex presidente della commissione antimafia del Comune di Milano.

Di forte stimolo è stato anche il sostegno ricevuto dalla sede nazionale di LIBERA, Associazione, Nomi e Numeri contro le mafie grazie alla quale è prevista la possibilità di organizzare incontri, pre o post spettacolo, di approfondimento sul tema.

SINOSSI

Pietro Sanua, detto Piero, muore all’alba del 4 Febbraio 1995 con un colpo di lupara, a pochi passi dal mercato di Corsico, di cui era fiduciario. Ad oggi non si conoscono ancora i nomi dei mandanti e degli esecutori materiali del suo omicidio. Dal 2010 il suo nome è inserito nell’elenco delle vittime innocenti delle mafie.

 

La storia di Piero si svolge all’interno dell’intricato rapporto tra commercio e criminalità organizzata, dove i mercati sono affiliazione, traffico di stupefacenti e riciclaggio di soldi illeciti.

Un contesto di potere in cui riportare la legalità equivale a mettere a rischio la propria vita.

La Milano che incontra Piero nel ‘60, al suo arrivo dalla Basilicata, è una città in pieno fermento, ma le sue nuove periferie stracolme di immigrati meridionali ospitano una forza produttiva di cui non si prende cura.

In quegli anni Piero inizia a vendere fiori agli angoli di Milano. E fa suo il carattere meneghino: Piero lavora, tanto. In pochi anni apre il suo primo banco al mercato, ne diventa proprietario, incontra l’amore di Francesca, apre il primo centro antiracket SOS Impresa, si candida alle elezioni amministrative e diventa padre, punto di riferimento e, come sindacalista, garante del lavoro ambulante cittadino.

Un successo lavorativo che lo porta a smuovere acque, conoscere persone e farsi nemici. Come chi ha deciso di mettere un punto alla sua storia.