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IL GIOCO NEL
PAESE DEI BALOCCHI

Uno spettacolo di e con Elisa Campoverde e Marco Ottolini
game design Flavio Mortarino e GrumpyBear

«Così…Fletto le braccia e…boh. Grandi poteri? Grandi responsabilità? Hasta la vista, Baby. 
Quello che voglio fare è solo levitare. 
Forse viene più facile capirlo se dico volare. Altrimenti sembro solo un mezzo scemo seduto in mezzo a una strada con gli occhi chiusi. 
Anche se ora che ho gli occhi chiusi non sono più tanto sicuro di essere in mezzo a una strada .
Forse sono da un'altra parte. Forse sono lontano. Forse sono vicino. Forse ho usato il teletrasporto. Forse…Stiamo tutti volando.»

Il Gioco nel paese dei balocchi consiste in un incontro con il pubblico a metà tra gioco di ruolo e performance.


I due protagonisti dovranno scoprire chi, tra il pubblico è il nuovo Capitano, colui che potrà portarci verso una nuova destinazione. Migliore o peggiore. O semplicemente uguale.  Per fare tutto questo dovranno essere aiutati dal pubblico stesso, che diventa, così, sia spettatore che partecipante di un esperienza ludico-teatrale sempre nuova e diversa.

 


Il tema trattato è il rapporto tra reale e irreale con l’utilizzo di uno strumento, il gioco, che serve a dare regole univoche ad attori e spettatori.
Sono diversi i motivi per cui si è deciso di usare questo strumento.

 


In primis è un esperimento di commistione tra due mondi, all’apparenza dissimili ma in realtà molto affini; il gioco di ruolo e l’atto performativo.
Da questa sperimentazione nasce la collaborazione con GrumpyBear, freelance nell'ambito ludico ed editoriale che si occupa di game design quanto di sviluppo di eventi, giochi e prodotti editoriali.

 


Secondo obiettivo è, rispetto al linguaggio teatrale, la ricerca di un diverso rapporto tra scena e platea. 
Terzo obiettivo è l’immersione nel significato del tutto personale di reale ed irreale, lungi ovviamente da ogni lettura psicanalitica.

SINOSSI

Qui si parte per un viaggio.
Con quale mezzo e verso dove poco importa, ciò che conta è che sia un viaggio tra reale e irreale.
Un viaggio che parta da qui e ci porti in un altrove.
Protagonisti di questo viaggio sono due sventurati assistenti di viaggio, La Gatta e La Volpe e il pubblico, ormai divenuto passeggero.
L’unico a conoscere la destinazione è il capitano. Ormai scomparso.
Colti da questa emergenza, che forse emergenza non è, i due assistenti di viaggio, La Gatta e La Volpe appunto, cercano tra i passeggeri chi potrà prendere il suo posto.
Chi è il capitano?
Il nostro capitano è ambiguo, volubile, dispettoso; capace di usare e giocare all’occorrenza con entrambi i mondi, con il qui e l’altrove; con realtà e immaginazione.