Testo, Regia e Interpretazione
Elisa Campoverde e Marco Ottolini

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Una serata al Barfly dedicata a Charles Bukowski.

DAMMI LA TUA FINE è un’esortazione alla rivoluzione,
un urlo amorevole contro le villette e le loro staccionate,
le otto ore sul posto di lavoro, le file, in macchina come al bancomat.

DAMMI LA TUA FINE è ricordarsi di dover trovare
qualcosa da fare prima che Signora Morte sopraggiunga.
Un promemoria di autodeterminazione.

Nato su palco, DAMMI LA TUA FINE ha trovato il suo ambiente naturale nel site specific, creando un rapporto unico tra spettatore e scena.

Il pubblico seduto tra i tavolini di un bar diventa di volta involta visitatore, presenza da contendersi e confidente di Hank e Gin, due pezzi di vita che in una sera come tante, mettono a nudo se stessi, i propri sogni e il loro passato.

Bisogna essere qualcosa? Le otto ore di lavoro ci trasformano in quel qualcosa? Il lavoro stesso paga… qualcosa?
Lo spettacolo nasce da queste tre semplici domande che ci poniamo ogni qualvolta che arrivano alle nostre orecchie le poche e semplici parole: Scusi, lei chi è?Eterna domanda, eterna risposta.
Non lo so.

Dentista? Pilota di aeroplano? Barista? Spacciatore? Portiere? Predicatore? Precario?
Professioni. Come piccole insegne che affiggiamo su noi stessi per essere identificabili, riconoscibili, ritrovabili.
Insegne che spiegano chi siamo, qual è la nostra storia.

Abbiamo deciso di attraversarle queste insegne e metterci dietro di esse.
La nostra insegna è Barfly. Perché un bar? Perché è un luogo. Un non-luogo. Per qualcuno posto di lavoro, per altri luogo di svago o addirittura casa.
Dietro questa insegna Hank e Gin si incontrano, si scontrano, si detestano, ma non la lasciano perché hanno entrambi bisogno di quella insegna. Per Gin è lavoro. Per Hank casa; l‘unico posto in cui con una bottiglia in mano riesce ad osservare se stesso e gli altri senza nascondersi nulla, protetto dal vetro di quelle bottiglie che lo aiutano a vedere le persone per ciò che sono, senza insegne.

Bottiglie vuote, tasti di una macchina da scrivere, piccoli stracci che si trasformano in grandi rivoluzioni.

Tutto dentro il Barfly si svela.

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