Testo e interpretazione
Elisa Campoverde e Marco Ottolini

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Qui si parte per un viaggio.

Con quale mezzo e verso dove poco importa, ciò che conta è che sia un viaggio tra reale e irreale. Un viaggio che parta da qui e ci porti in un altrove. Protagonisti di questo viaggio sono due sventurati assistenti di viaggio, La Gatta e La Volpe e il pubblico, ormai divenuto passeggero.
L’unico a conoscere la destinazione è il capitano. Ormai scomparso.
Colti da questa emergenza, che forse emergenza non è, i due assistenti di viaggio, La Gatta e La Volpe appunto, cercano tra i passeggeri chi potrà prendere il suo posto.

Chi è il capitano?
Il nostro capitano è ambiguo, volubile, dispettoso; capace di usare e giocare all’occorrenza con entrambi i mondi, con il qui e l’altrove; con realtà e immaginazione.

IL GIOCO NEL PAESE DEI BALOCCHI è un incontro con il pubblico a metà tra gioco di ruolo e atto performativo che ci piace chiamare Gioco Performativo.
Il tema trattato è il rapporto tra reale e irreale con l’utilizzo di uno strumento, il gioco, che serve a dare regole univoche ad attori e spettatori, a passeggeri e conduttori; ridimensionando i rapporti di potere tra scena e platea.

Un esperimento di commistione tra due mondi, all’apparenza dissimili ma in realtà molto affini; il gioco di ruolo e l’atto performativo.

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