di Elisa Campoverde, Flavio Mortarino e Marco Ottolini
con Elisa Campoverde e Marco Ottolini
in collaborazione con Grumpy Bear

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Un gioco performativo tra realtà ed immaginazione

Cari passeggeri buonasera e benvenuti a bordo. A bordo, sì, di sicuro quello sul quale siamo è un bordo.
Un bordo-linea, un bordo-acqua, un bordo-aria.
Un bordo, un orlo sul quale passeggiamo, un filare di luci che limita o aiuta il nostro percorso.

La compagnia, composta da una Gatta, una Volpe e il loro eroico Capitano ha perciò il piacere di condurvi in questo viaggio con destinazione a sorpresa.

Qui si parte per un viaggio.
Con quale mezzo e verso dove poco importa, ciò che conta è che sia un viaggio tra reale e irreale.
Un viaggio che parta da qui e ci porti in un altrove.

Protagonisti di questo viaggio sono due sventurati assistenti, La Gatta e La Volpe, e il pubblico, ormai divenuto passeggero.

L’unico a conoscere la destinazione è il capitano. Ormai scomparso.
Colti da questa emergenza, che forse emergenza non è, i due assistenti di viaggio, La Gatta e La Volpe, cercano tra i passeggeri chi potrà prendere il suo posto.

Chi è il capitano?
Il nostro capitano è ambiguo, volubile, dispettoso; capace di osare e giocare all’occorrenza con entrambi i mondi, con il qui e con l’altrove; con realtà e immaginazione.

Il Gioco nel Paese dei Balocchi è un esperimento di commistione tra due mondi, all’apparenza dissimili ma in realtà molto affini; il gioco di ruolo e l’atto performativo.
Due elementi che vivono di irrealtà, di sospensione d’incredulità e di catarsi ma con scopi profondamente diversi; per il primo l’esperienza o l’appagamento personale, per il secondo lo sviluppo di una forma, un’estetica, un linguaggio.
Nasce dalla ricerca di un diverso rapporto tra scena e platea portando gli spettatori/giocatori a vivere l’esperienza insieme agli attori/giocatori, in un terreno comune.
Agli spettatori/giocatori non verrà solo chiesto di partecipare al gioco ma di essere parte attiva della creazione scenica, con l’ideazione di proto-personaggi con i quali disvelare pillole di immaginario. Fulcro di questa esperienza è l’immersione nel significato del tutto personale di reale ed irreale, lungi ovviamente da ogni lettura psicanalitica.

Tramite il pretesto di un viaggio, non tanto fisico, quanto immaginativo, gli spettatori/giocatori sono sollecitati ad una sensibilizzazione, un ascolto con il proprio mondo irreale.

COS’E’ UN GIOCO DI RUOLO?
E’ un gioco dove i giocatori interpretano il ruolo di uno o più personaggi e tramite la conversazione e lo scambio dialettico creano uno spazio immaginario, dove avvengono fatti fittizi, avventurosi, in un’ambientazione narrativa che può ispirarsi ad un romanzo, ad un film, ad una qualsiasi fonte creativa, storica o di pura invenzione. Le regole di un gioco di ruolo indicano come, quando e in che misura, ciascun giocatore può influenzare lo spazio immaginato.

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