DI A DA

DI A DA_i venti minuti

gli aggiornamenti dal blog

IN SCENA

5-10/10/16

DI A DA
Teatro i | MILANO

14/06/15
DI A DA_anteprima
FESTIVAL TAGAD’OFF015 | DOPOLAVORO | CASSANO D’ADDA

23/05/15
DI A DA_anteprima
FESTIVAL RITORNO AL FUTURO | RESIDENZA IDRA | BRESCIA

10-12/04/15
DI A DA_anteprima TEATRO TORDIX | ROMA

28/02/15
presentazione DI A DA_i venti minuti
PREMIO LIDIA PETRONI | RESIDENZA IDRA | BRESCIA

02-03/05/14
presentazione studio per DI A DA
ITFESTIVAL | FABBRICA DEL VAPORE | MILANO

 08/11/14
prima presentazione al pubblico DI A DA uno studio
CINETEATRO AGORA’ | ROBECCO SUL NAVIGLIO

con Marco Ottolini
suono Stefano De Ponti e Marcello Gori
luce Alice Colla
scene Francesca Lombardi e Paola Tintinelli
aiuto alla drammaturgia Carolina De La Calle Casanova
testo e regia Elisa Campoverde

finalista Premio per le Arti PETRONI ’15
finalista Concorso di Nuova Drammaturgia TAGAD’OFF’15

coproduzione Associazione K.
in collaborazione con progetto Ritorno al Futuro,
progetto MentorIT, CineTeatro Agora’ (MI), e Manifattura K. (MI)

DI A DA è un percorso tra creazione e potere.

Una favola allegorica, sospesa tra corde e fili che sottendono una relazione.
Il protagonista di questo monologo poetico è Me.
Me è un creatore. Di mondi, di storie, di relazioni.
Me agisce, senza chiedersi quale sia l’effetto delle sue azioni.
Me gioca, e nel suo gioco c’è quel misto tra volontà e inventiva,
incoscienza e consapevolezza di chi è creatore delle sue stesse regole.

Me non è responsabile, o questo è quello che crede.
Me ha il potere nelle proprie mani, o questo è quello che crede.
Me è solo.
Me è IL solo, o questo è quello che crede.

Nella mitologia sumerica, i ME, sono delle forze impersonali che concorrono, insieme agli Dei, a garantire l’ordine dell’universo;

Il Me, protagonista della scena, è inconsapevolmente creatore, in lui vivono gli istinti della creazione.
Arrivato in uno spazio buio e silenzioso, scopre la luce, regalo di un’invisibile madre; con questa disegna lo spazio attorno, gli dà vita.
Da qui nasce la sua creazione, a metà tra precetto e gioco.
Costruendo mondi, storie, vissuti, Me inizia a popolare quello spazio vuoto di voci, di immagini, di esseri su cui fa ricadere il suo controllo. Semplici tocchi di legno diventano mondi e bambole di pezza, l’umanità.
Me crede che il suo stato di potere sia ineluttabile, sia irresponsabile, sia libero. Ma questa è la sua unica, vera illusione. Riconoscerla sarà l’inizio della distruzione, della cacofonia, del suo buio.