DAMMI LA TUA FINE Uno studio su precarietà, vino e poesia

DAMMI LA TUA FINE

IN SCENA

18/05/2016 | Trattoria dal Pich | Pessano con Bornago (MI)

21/03/2016 | Spazio Indipendente LatoB | MILANO

18/07/2015 | CITTA’ BALENA | Teatro I | MILANO

14 e 17/06/2015 | ITfestival | MILANO

24-26/06/2014 | ROMA FRINGEfestival | ROMA

11/04/2014 | Cineateatro Agorà | Robecco sul Naviglio (MI)

18/07/2013 | Corte dei Brut | Gavirate (VA)

FORMAT DA BAR – SITE SPECIFIC
di e con Elisa Campoverde e Marco Ottolini

dedicato a Charles Bukowski

DAMMI LA TUA FINE è un’esortazione alla rivoluzione,
un urlo amorevole contro le villette e le loro staccionate,
le otto ore sul posto di lavoro,
le file, in macchina come al bancomat.

DAMMI LA TUA FINE è ricordarsi
di dover trovare qualcosa da fare
prima che Signora Morte sopraggiunga.

Un promemoria di autodeterminazione.

Una notte al Barfly. Hank e Gin, avventore e poeta il primo,
barista il secondo, quel bar lo vivono come una casa.
Il pubblico e Gin, vengono interrotti da Hank,
il cui arrivo cambierà le sorti dell’intera serata.

Nato su palco, DAMMI LA TUA FINE ha trovato il suo ambiente naturale nel site specific, creando un rapporto unico tra spettatore e scena.
Il pubblico diventa visitatore, presenza da contendersi
e in fine confidente di questi due pezzi di vita che in una sera come tante
mettono a nudo se stessi, i propri sogni e il proprio passato.

DALLA SCENA

quello che facciamo definisce quello che siamo? Questa è la domanda fondamentale che attraversa la vita di Hank, poeta operaio seguace delle orme di Bukowski, e di Gin, barista, convinta che il lavoro definisca il proprio essere. Ma sarà davvero così? Una performance interattiva, che coinvolge e sconvolge il pubblico, interrogandolo e istigandolo a interrogarsi.
Alice Tassara per STRATAGEMMI

se ai tempi dello scrittore americano la vita da artista maledetto poteva esser una scelta, oggigiorno la precarietà la fa da padrona, e la dicotomia esistenziale è dietro l’angolo. La puoi vedere in opera dietro il vetro di una bottiglia, al bancone di un bar, osser vando le persone che passano. Per raccontare tutto questo la sceneggiatura si concentra sulla relazione tra Hank e Gin, rispettivamente l’avvent ore fisso (il Bukowski, diremmo così) ed il barista.
Alessandra Branca per OkNotizia