Libertà

Libertà

lui il pesce

                                                                                                                                                    foto di Francesca Lombardi

Parlare di cosa vuol dire partecipare.

E’ una parola che si sente molto spesso. E’ una parola bella, intrigante, che produce subito qualcosa di festoso, gioioso. Bello.

La definizione della Treccani che ci piace di più è quella che dice “In senso più soggettivo, sentimento di vicinanza affettiva per cui si condividono, avvertendole e dichiarandole come proprie, le gioie e le pene di altre persone.”; crediamo che sia importante fare in modo che queste parole entrino piano piano nelle nostre teste. Che sedimentino. Rimangano lì. Escano con calma, senza fretta. In quel pigro pomeriggio d’estate mentre sei impegnato a fare altro. O impegnato a fare niente.

Sarà romantico, ma noi, con il nostro lavoro, vorremmo cercare quella “vicinanza affettiva” di cui sopra. Perchè se è con le emozioni che lavoriamo, dalle emozioni dobbiamo partire. Portarle più in alto possibile per potervele offrire al meglio. E, una volta offerte, aspettare le vostre reazioni, i vostri sguardi, le vostre risposte. Perchè noi abbiamo bisogno di voi. A prescindere. Abbiamo bisogno di un pubblico, delle sue reazioni, dei suoi sguardi, delle sue risposte. Abbiamo bisogno di partecipazione.

Per ora vi invitiamo a dare un’occhiata da queste parti. Seguiranno ulteriori sviluppi.

Parlare di cosa vuol dire partecipare.

 

Piccola postilla: volevamo solo ricordarvi che continua il Cineforum all’aperto del CineTeatroAgorà di Robecco Sul Naviglio organizzato anche da noi medesimi. Domani alle 21.30, in Villa Terzaghi, vi consigliamo di venire a gustarvi questo.